Ecco, alcuni perseguono bellezza, la vedono in quello che i più affermano brutto.
L'umanità e il coraggio delle scelte, la povertà o una condizione sociale "svantaggiata", i desideri e l'impossibilità di viverli. Difficile che si vada ad affrontare la morte prima ancora di morire, se si è inseriti in un sistema umano, di quelli che coltivano la vita, non di quelli che tendono a soffocarla. Difficile che si affrontino occhi che non chiedono altro che il proprio piacere se si sono conosciuti sguardi diversi. I più deboli vengono da sempre usati e distrutti dai potenti.
Non si può che contrapporre al male se stessi, la propria capacità di resistere, di non cedere nulla di sè, solo così e solo con la volontà di comprendere si può arginare la deriva di questa nostra società , disumana.
Per coloro ai quali fosse sfuggito questo importante articolo pubblicato su il manifesto di sabato 26 settembre. E' il testo di convocazione di un incontro nazionale svoltosi il 10 ottobre alla Casa Internazionale delle donne di Roma. Le donne firmatarie sono Maria Luisa Boccia, Ida Dominijanni, Tamar Pitch, Bianca Pomeranzi, Grazia Zuffa.
Si sentono passi sulle scale, ma non sono quelli. Anche la mano che mette il pesce nel piattino non è quella di prima.
Qualcosa qui non comincia alla sua solita ora. Qualcosa qui non accade come dovrebbe. Qui c'era qualcuno, c'era, e poi d'un tratto è scomparso, e si ostina a non esserci.
In ogni armadio si è guardato. Sui ripiani si è corso. Sotto il tappeto si è controllato. Si è perfino infranto il divieto di sparpagliare le carte. Cos'altro si può fare. Aspettare e dormire.
Aggiorniamo tutto, fino a che la morte arrivi. Aggiorniamo tutto e la comprensione di tutto, con una stanchezza anticipata di tutto, con una nostalgia profetica e vuota.
Sono una biblioteca scolastica con pochi libri rispetto al numero delle idee che circolano tra mente e cuore delle persone che da me trovano dimora, alcune per brevi periodi, altre molto più a lungo. Alcuni dei miei utenti vanno e vengono, con indecisione e timore, altri convinti che non c'è nulla che io possa insegnare loro, poichè già tutto sanno. Questi ultimi, più antipatici visitatori, hanno un comportamento vampiresco verso i libri che custodisco, e, pur dando a vedere di sottovalutare me, vorrebbero appropriarsi per sempre di essi! Che infinita pazienza si deve avere con gli umani. Io per fortuna sono solo una stanza, luminosa, ma pur sempre una stanza, con grandi finestre e colori, arrivati lì, credo, per via dell'umana che mi fa compagnia, giorno dopo giorno da diversi anni ormai. Mi accorgo del tempo che passa e delle stagioni da ciò che si accumula sui vetri delle mie belle finestre, in primavera gli escrementi delle rondini; in estate, attraverso le finestre aperte, mi raggiungono mosconi, vespe, bombi e farfalle; in autunno le gocce di pioggia fermate dalla polvere creano un leggero velo di pois bianchi; in inverno molto più buio e più spesso nuvole grigio-azzurre quasi mi soffocano. Però basta che qualcuno apra un libro o tappezzi le mie pareti di poesie o immagini che parlano di arte o di vita, che mi animo, che esisto, stimolando quello che chiamano pensiero.